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Cosa Vedere

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la nostra natura

Il Porticciolo

Uno degli angoli più suggestivi di Giovinazzo è il Porticciolo con le sue barche ormeggiate, posto al centro dei due lungomari. Il porticciolo, prevalentemente peschereccio, è protetto dal molo di ponente e dal molo di levante; inoltre sono presenti moli utilizzabili da piccole imbarcazioni.
Sulla destra si trovano le mura aragonesi realizzate intorno al 1453 per fortificare la città e terminanti col Torrione, uno dei simboli della cittadina, ultimato nel 1488.
Nella seconda metà del 500 il porto diventa un importante scalo commerciale verso Venezia.
Sulla sinistra del porticciolo si apre invece la piccola e caratteristica Piazza Porto.
Il porticciolo di Giovinazzo è stato ritratto in diversi spot pubblicitari. Incamminandosi sul Lungomare Marina Italiana nella parte sinistra del porto, il visitatore troverà la famosa “Persiana di Giovinazzo” affacciata sulla bellezza, posto indicato per selfie e foto ricordi da condividerli con l’hashtag #DiscoverGiovinazzo.
Proseguendo sul lungomare di destra, invece, il visitatore s’incamminerà verso il centro storico. Da non perdere l’affaccio sul porto dalla “Passerella sul mare”.

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Our nature

The Porticciolo

One of the most evocative corners of Giovinazzo is the Porticciolo with its moored boats, located in the center of the two promenades. The small port, mainly fishing boats, is protected by the west and east wharfs; there are also piers that can be used by small boats. On the right are the Aragonese walls built around 1453 to fortify the city and it ends with the Torrione, one of the symbols of the town, completed in 1488. In the second half of the 16th century the port became an important commercial port towards Venice. On the left of the Porticciolo, the small and characteristic Piazza Porto opens up. The port of Giovinazzo has been portrayed in several commercials. Walking along the Lungomare Marina Italiana on the left side of the port, the visitor will find the famous “Persiana di Giovinazzo” overlooking the beauty, a place suitable for selfies and photo memories to share with the hashtag #DiscoverGiovinazzo.      Continuing along the seafront on the right, however, the visitor will walk towards the historic center. Do not miss the view of the harbor from the “Walkway over the sea”.

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la nostra architettura

Piazza Vittorio Emanuele II

Piazza Vittorio Emanuele II, già piazza del Municipio, è il salotto buono della città. A forma di trapezio a profilo arrotondato, si stende ampia e invitante allo sguardo del visitatore.

Punto di ritrovo costante per i cittadini residenti e temporaneo per i residenti all’estero, durante le loro vacanze, passeggio serale preferito da adulti e adolescenti, nonché dai bambini che possono scorrazzare senza correre pericolo.

Per i fruitori di questo spazio, da quando si è creato il conflitto generazionale nella società del consumo, la piazza offre un passeggio differenziato, sparito su due distinte corsie: i matusa sostengono l’andirivieni nella metà all’ombra dei sontuosi palazzi ottocenteschi, i giovani nella metà più aperta all’aria umida dell’amico vento sciroccale.

Per gratificare la memoria si fa notare che la porzione di piazza attualmente riservata ai matusa, qualche decennio fa era esclusivamente frequentata dagli studenti.

Al Palazzo del Marchese di Rende, di cui si dice che salisse a cavallo le ampie gradinate che portavano ai suoi appartamenti, e agli altri palazzi di DeCeglie, Croce, Cirilli, Daconto e il grande edificio a est, costruito per ospitare le Figlie della Congregazione della Carità, nessuna alza gli occhi a conforto della memoria.

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Our architecture

Vittorio Emanuele II Square

Piazza Vittorio Emanuele II, formerly Piazza del Municipio, is the good living room of the city. In the shape of a trapezoid with a rounded profile, it extends wide and inviting to the visitor’s view.

Important meeting point for resident citizens and temporary for residents abroad, during their holidays, a favorite evening stroll for adults and adolescents, as well as for children who can run around without danger.

For the users of this space, since the generational conflict in the consumer society was created, the square offers a differentiated walk, disappeared on two distinct lanes: the matusas support the comings and goings in the half in the shadow of the sumptuous nineteenth-century buildings, the young people in the half open to the humid air of the sirocco wind.

To gratify the memory, it should be noted that the portion of the square currently reserved for the Matusa, a few decades ago was exclusively frequented by students.

To the Palazzo del Marchese di Rende, that he mounted the wide steps leading to his apartments, and to the other palaces of DeCeglie, Croce, Cirilli, Daconto and the large building to the east, built to house the Daughters of the Congregation of Charity, none raises his eyes to comfort his memory.

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la nostra architettura

La fontana dei Tritoni

Capolavoro dello scultore – letterato Tommaso Piscitelli di Giovinazzo, che deve avere sperimentato, sotto l’influsso di qualche dottrina esoterica, la positività dell’UNO che sta al TRE e viceversa (ci credeva anche Dante Alighieri). La sua intuizione ha previsto: un albero centrale e tre vitalissimi tritoni, tre guizzanti anguille in cima, tre zampillanti conchiglie a metà fusto e, a definire il tutto, tre robusti telamoni, che si richiamano al mitico eroe greco Aiace Telamonico, torre incrollabile in battaglia. La sottostante vasca marmorea, poi, rientra anch’essa nel disegno trinitario dello scultore. Una la vasca, ma trilobata. L’impiego degli elementi, nella triplice fusione, non tradisce ovviamente il disegno unitario dell’artista che raggiunge il culmine della felicità creativa nel festoso gioco di acqua, che zampilla dagli orifizi sapientemente distribuiti lungo il bordo delle conchiglie (250 forellini) e ricadente, dalla cima dell’albero, su tritoni, simboleggianti la natura anfibia dei giovinazzesi con vocazione alla navigazione e alla agricoltura. Giochi d’acqua i cui spruzzi spesso raggiungono i passanti e, nelle calde serate di estate, al soffio della brezza scendono sul volto come una fresca carezza, quasi provvida leggera pioggerella sull’erba riarsa dal solleone.

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Our architecture

Fountain of the Tritons

Masterpiece of the sculptor – scholar Tommaso Piscitelli di Giovinazzo, who must have experienced under the influence of some esoteric doctrine, the positivity of the ONE that is to the THREE and vice versa (Dante Alighieri also believed in it). His intuition included: a central tree and three very vital newts, three darting eels at the top, three gushing half-stemmed shells and, to define the whole, three robust telamons, which refer to the mythical Greek hero Ajax Telamonic, an unshakable tower in battle. The underlying marble basin, then, is also part of the sculptor’s Trinitarian design. One is the tub, but three-lobed. The use of the elements, in the triple fusion, obviously does not betray the unitary design of the artist who reaches the culmination of creative happiness in the festive play of water, which gushes from the orifices expertly distributed along the edge of the shells (250 small holes) and falls, from the top of the tree, on tritons, symbolizing the amphibious nature of the Giovinazzesi with a vocation for navigation and agriculture. Water games whose splashes often reach passers-by and, on hot summer evenings, the breeze blows down on the face like a fresh caress, almost provident light drizzle on the grass parched by the sun.

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la nostra tradizione

Duomo S. Maria Assunta

Superando gli archi del grazioso “Centro Antico”, in particolare percorrendo la caratteristica “Via Cattedrale” si giunge al romanico Duomo di Santa Maria Assunta, che custodisce l’icona bizantina della Madonna di Corsignano, la Santa patrona festeggiata ad agosto.

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Our traditions

Dome of S. Maria Assunta

Going past the arches of the  “Centro Antico”, in particular along the characteristic “Via Cattedrale”, you reach the Romanesque Cathedral of Santa Maria Assunta, which houses the Byzantine icon of the Madonna di Corsignano, the patron saint celebrated in August.

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la nostra storia

Dolmen San Silvestro

Nella Murgia costiera, non distante dall’abitato, sorge l’area archeologica dei dolmen di San Silvestro.

Nel 1961 durante i lavori di demolizione parziale della specchia per ricavarne pietrisco ci si accorse che il cumulo di pietre copriva un dolmen dell’età del Bronzo, una grande tomba collettiva del tipo “a galleria” costruita circa 4000 anni fa secondo modelli architettonici diffusi in Europa.

La tomba, con la sua evidente monumentalità, rappresentava un punto di riferimento per le comunità stanziate nel territorio, alla cui sepoltura potevano accedere forse individui di status più elevato nell’ambito delle società dell’età del Bronzo.

SITO UFFICIALE: Dolmen San Silvestro | Giovinazzo (BA) (beniculturali.it)

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Our story

San Silvestro Domen

In the coastal Murgia, not far from the town, stands the archaeological area of the San Silvestro dolmens.

In 1961, during the partial demolition of the mirror to obtain crushed stone, it was realized that the pile of stones covered a Bronze Age dolmen, a large collective tomb of the “gallery” type built about 4000 years ago according to architectural models widespread in Europe.

The tomb, with its evident monumentality, represented a point of reference for the communities settled in the area, whose burial could be accessed by individuals of higher status within the Bronze Age societies.

OFFICIAL SITE: Dolmen San Silvestro | Giovinazzo (BA) (beniculturali.it)

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la nostra cultura

La cittadella della Cultura

L’attuale Cittadella della Cultura nasce come monastero degli agostiniani. La presenza di questi monaci è attestata in Giovinazzo fin dal X e XI secolo, quando questi fondarono un monastero nelle vicinanze delle mura della città. La struttura venne costruita a partire dal 1732, anno indicato su una targa in pietra presente su uno dei pilastri del chiostro e due anni dopo iniziarono i lavori per la costruzione dell’attuale chiesa di S. Agostino. Divenne definitivamente proprietà demaniale nel 1866 con il governo italiano postunitario. In questo modo, la chiesa di S. Agostino, che nel frattempo era stata consacrata nell’anno 1846, fu elevata al grado di parrocchia; al contrario, il convento fu adibito a Regio Ginnasio intitolato a Matteo Spinelli, il famoso cronista giovinazzese. Nello stesso anno viene commissionata alla ditta barese De Filippis l’esecuzione della statua dell’Italia, tuttora presente nell’atrio dell’edificio. Durante i lavori di restauro della struttura furono rinvenuti gli antichi sepolcreti dei padri agostiniani, i cui resti furono trasportati fino al cimitero comunale. Era inoltre presente una biblioteca i cui volumi sono attualmente situati all’interno di un ambiente del liceo classico-scientifico “Matteo Spinelli”, che è stato trasferito in un edificio in via De Gasperi 14. Nell’ex convento dei padri agostiniani è stata fondata il 2 dicembre 2016 la Cittadella della Cultura, che si appresta a diventare un vero e proprio polo culturale della nostra città.

Oggi ospita la Biblioteca comunale, spazi per gli studenti e iniziative culturali.

La biblioteca è intitolata a don Filippo Roscini (1918-
1992), storico e letterato giovinazzese.

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Our culture

the citadel of culture

In the past, the current Citadel of Culture was an augustinian monastery. These monks lived in Giovinazzo since 10th and 11thcenturies, when they built a monastery near the old walls of the city; The structure was built starting from 1732, indicated on a stone plaque present on one of the pillars of the cloister and two years later work for the construction of the current church of S. Agostino began. It definitively became state property in 1866 with the post-unification Italian government. In this way, the church of S. Agostino, which in the meantime had been consecrated in the year 1846, was elevated to the rank of parish; on the contrary, the convent was used as a Royal Gymnasium named after Matteo Spinelli, the famous Giovinazzese chronicler. In the same year the construction of the statue of Italy, still present in the atrium of the building, was commissioned to the Bari-based firm De Filippis. During the restoration work on the structure, the ancient burial grounds of the Augustinian fathers were found, whose remains were transported to the municipal cemetery. There was also a library whose volumes are currently located in an environment of the “Matteo Spinelli” classical-scientific high school, which has been moved to a building in via De Gasperi 14. In the former convent of the Augustinian fathers was founded on 2 December 2016 the Citadel of Culture, which is preparing to become a real cultural center of our city.

Today it houses the municipal library, spaces for students and cultural initiatives.

The library is named after Don Filippo Roscini (1918-
1992), historian and writer from Giovinazzo.

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la nostra architettura

La villa comunale

Piazza Garibaldi, conosciuta anche come Villa Comunale, viene completamente restaurata negli ultimi anni e circondata da una recinzione in ferro su un cordolo in pietra, con quattro cancelli in corrispondenza degli ingressi. Nel giardino ci sono giochi per bambini, molte panchine in acciaio, un bagno pubblico. Unici elementi originari sono un monumento ai caduti del 1969, un busto in bronzo del professor Giovanni Lorusso ed un’iscrizione con dedica a Giuseppe Palombella. Sul giardino si affacciano diverse strutture in pietra a tre piani ed una sorta di cappella ad un piano, intonacata, coperta da due falde. Un elemento interessante è una fontanella in mattoni tra un marciapiede moderno ed un’aiuola. La fontanella presenta quattro elementi decorativi: una maschera antropomorfa in pietra basamentale, una vasca di raccolta, una maschera superiore ed una sfera posta sulla sommità. La maschera bassa rappresenta un volto di uomo grottesco che mostra la lingua. La vasca è realizzata da un blocco unico di pietra compatta, un fiore a cinque petali centrali per il deflusso dell’acqua. La maschera superiore rappresenta un volto di donna stilizzato, in materiale litico scuro e compatto, forse cemento, ha un buco in corrispondenza della bocca per il passaggio dell’acqua.

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Our architecture

The municipal villa

Piazza Garibaldi, also known as the municipal villa, has been completely restored in recent years and surrounded by an iron fence on a stone curb, with four gates at the entrances. In the garden there are games for children, many steel benches, a public toilet. The only original elements are a war memorial from 1969, a bronze bust of Professor Giovanni Lorusso and an inscription with a dedication to Giuseppe Palombella. The garden is overlooked by several three-storey stone structures and a sort of one-storey chapel, plastered, covered by two pitches. An interesting element is a brick fountain between a modern sidewalk and a flower bed. The fountain has four decorative elements: an anthropomorphic mask in base stone, a collection tank, an upper mask and a sphere placed on the top. The low mask represents a grotesque man’s face showing his tongue. The tub is made from a single block of compact stone, a flower with five central petals for the flow of water. The upper mask represents a stylized woman’s face, in dark and compact lithic material, perhaps concrete, has a hole at the mouth for the passage of water.

la nostra natura

Porticciolo

Con il caratteristico porticciolo e lo splendido lungomare fortificato con una passerella sul mare offre spiagge pulite e, all’imbrunire, si accende di locali.

la nostra architettura

Piazza vittorio Emanuele II

Piazza Vittorio Emanuele II, già piazza del Municipio, è il salotto buono della città. A forma di trapezio a profilo arrotondato, si stende ampia e invitante allo sguardo del visitatore.

Punto di ritrovo costante per i cittadini residenti e temporaneo per i residenti all’estero, durante le loro vacanze, passeggio serale preferito da adulti e adolescenti, nonché dai bambini che possono scorrazzare senza correre pericolo.

Per i fruitori di questo spazio, da quando si è creato il conflitto generazionale nella società del consumo, la piazza offre un passeggio differenziato, sparito su due distinte corsie: i matusa sostengono l’andirivieni nella metà all’ombra dei sontuosi palazzi ottocenteschi, i giovani nella metà più aperta all’aria umida dell’amico vento sciroccale.

Per gratificare la memoria si fa notare che la porzione di piazza attualmente riservata ai matusa, qualche decennio fa era esclusivamente frequentata dagli studenti.

Al Palazzo del Marchese di Rende, di cui si dice che salisse a cavallo le ampie gradinate che portavano ai suoi appartamenti, e agli altri palazzi di DeCeglie, Croce, Cirilli, Daconto e il grande edificio a est, costruito per ospitare le Figlie della Congregazione della Carità, nessuna alza gli occhi a conforto della memoria.

la nostra architettura

Fontana dei tritoni

Capolavoro dello scultore – letterato Tommaso Piscitelli di Giovinazzo, che deve avere sperimentato, sotto l’influsso di qualche dottrina esoterica, la positività dell’UNO che sta al TRE e viceversa (ci credeva anche Dante Alighieri).

La sua intuizione ha previsto: un albero centrale e tre vitalissimi tritoni, tre guizzanti anguille in cima, tre zampillanti conchiglie a metà fusto e, a definire il tutto, tre robusti telamoni, che si richiamano al mitico eroe greco Aiace Telamonico, torre incrollabile in battaglia.


La sottostante vasca marmorea, poi, rientra anch’essa nel disegno trinitario dello scultore. Una la vasca, ma trilobata.

L’impiego degli elementi, nella triplice fusione, non tradisce ovviamente il disegno unitario dell’artista che raggiunge il culmine della felicità creativa nel festoso gioco di acqua, che zampilla dagli orifizi sapientemente distribuiti lungo il bordo delle conchiglie (250 forellini) e ricadente, dalla cima dell’albero, su tritoni, simboleggianti la natura anfibia dei giovinazzesi con vocazione alla navigazione e alla agricoltura.

Giochi d’acqua i cui spruzzi spesso raggiungono i passanti e, nelle calde serate di estate, al soffio della brezza scendono sul volto come una fresca carezza, quasi provvida leggera pioggerella sull’erba riarsa dal solleone.

la nostra tradizione

Duomo S. Maria Assunta

Superando gli archi del grazioso “Centro Antico”, in particolare percorrendo la caratteristica “Via Cattedrale” si giunge al romanico Duomo di Santa Maria Assunta, che custodisce l’icona bizantina della Madonna di Corsignano, la Santa patrona festeggiata ad agosto.

la nostra storia

Dolmen san Silvestro

Nella Murgia costiera, non distante dall’abitato, sorge l’area archeologica dei dolmen di San Silvestro.

Nel 1961 durante i lavori di demolizione parziale della specchia per ricavarne pietrisco ci si accorse che il cumulo di pietre copriva un dolmen dell’età del Bronzo, una grande tomba collettiva del tipo “a galleria” costruita circa 4000 anni fa secondo modelli architettonici diffusi in Europa.

La tomba, con la sua evidente monumentalità, rappresentava un punto di riferimento per le comunità stanziate nel territorio, alla cui sepoltura potevano accedere forse individui di status più elevato nell’ambito delle società dell’età del Bronzo.

la nostra cultura

Cittadella della cultura

Nel dicembre 2016 è stata inaugurata la Cittadella della Cultura, che ospita la Biblioteca comunale, spazi per gli studenti e iniziative culturali.

La biblioteca è intitolata a don Filippo Roscini (1918-
1992), storico e letterato giovinazzese.