Skip to content

Cosa Vedere

la nostra natura

Porticciolo

Con il caratteristico porticciolo e lo splendido lungomare fortificato con una passerella sul mare offre spiagge pulite e, all’imbrunire, si accende di locali.

la nostra architettura

Piazza vittorio Emanuele II

Piazza Vittorio Emanuele II, già piazza del Municipio, è il salotto buono della città. A forma di trapezio a profilo arrotondato, si stende ampia e invitante allo sguardo del visitatore.

Punto di ritrovo costante per i cittadini residenti e temporaneo per i residenti all’estero, durante le loro vacanze, passeggio serale preferito da adulti e adolescenti, nonché dai bambini che possono scorrazzare senza correre pericolo.

Per i fruitori di questo spazio, da quando si è creato il conflitto generazionale nella società del consumo, la piazza offre un passeggio differenziato, sparito su due distinte corsie: i matusa sostengono l’andirivieni nella metà all’ombra dei sontuosi palazzi ottocenteschi, i giovani nella metà più aperta all’aria umida dell’amico vento sciroccale.

Per gratificare la memoria si fa notare che la porzione di piazza attualmente riservata ai matusa, qualche decennio fa era esclusivamente frequentata dagli studenti.

Al Palazzo del Marchese di Rende, di cui si dice che salisse a cavallo le ampie gradinate che portavano ai suoi appartamenti, e agli altri palazzi di DeCeglie, Croce, Cirilli, Daconto e il grande edificio a est, costruito per ospitare le Figlie della Congregazione della Carità, nessuna alza gli occhi a conforto della memoria.

la nostra architettura

Fontana dei tritoni

Capolavoro dello scultore – letterato Tommaso Piscitelli di Giovinazzo, che deve avere sperimentato, sotto l’influsso di qualche dottrina esoterica, la positività dell’UNO che sta al TRE e viceversa (ci credeva anche Dante Alighieri).

La sua intuizione ha previsto: un albero centrale e tre vitalissimi tritoni, tre guizzanti anguille in cima, tre zampillanti conchiglie a metà fusto e, a definire il tutto, tre robusti telamoni, che si richiamano al mitico eroe greco Aiace Telamonico, torre incrollabile in battaglia.

La sottostante vasca marmorea, poi, rientra anch’essa nel disegno trinitario dello scultore. Una la vasca, ma trilobata.

L’impiego degli elementi, nella triplice fusione, non tradisce ovviamente il disegno unitario dell’artista che raggiunge il culmine della felicità creativa nel festoso gioco di acqua, che zampilla dagli orifizi sapientemente distribuiti lungo il bordo delle conchiglie (250 forellini) e ricadente, dalla cima dell’albero, su tritoni, simboleggianti la natura anfibia dei giovinazzesi con vocazione alla navigazione e alla agricoltura.

Giochi d’acqua i cui spruzzi spesso raggiungono i passanti e, nelle calde serate di estate, al soffio della brezza scendono sul volto come una fresca carezza, quasi provvida leggera pioggerella sull’erba riarsa dal solleone.

la nostra tradizione

Duomo S. Maria Assunta

Superando gli archi del grazioso “Centro Antico”, in particolare percorrendo la caratteristica “Via Cattedrale” si giunge al romanico Duomo di Santa Maria Assunta, che custodisce l’icona bizantina della Madonna di Corsignano, la Santa patrona festeggiata ad agosto.

la nostra storia

Dolmen san Silvestro

Nella Murgia costiera, non distante dall’abitato, sorge l’area archeologica dei dolmen di San Silvestro.

Nel 1961 durante i lavori di demolizione parziale della specchia per ricavarne pietrisco ci si accorse che il cumulo di pietre copriva un dolmen dell’età del Bronzo, una grande tomba collettiva del tipo “a galleria” costruita circa 4000 anni fa secondo modelli architettonici diffusi in Europa.

La tomba, con la sua evidente monumentalità, rappresentava un punto di riferimento per le comunità stanziate nel territorio, alla cui sepoltura potevano accedere forse individui di status più elevato nell’ambito delle società dell’età del Bronzo.

la nostra cultura

Cittadella della cultura

Nel dicembre 2016 è stata inaugurata la Cittadella della Cultura, che ospita la Biblioteca comunale, spazi per gli studenti e iniziative culturali.

La biblioteca è intitolata a don Filippo Roscini (1918-
1992), storico e letterato giovinazzese.